Il tè è una bevanda che viene ottenuta mediante un infuso o un decotto, per la cui base si utilizzano le foglie della Camellia sinensis, una pianta legnosa che viene coltivata soprattutto nel continente asiatico.
E’ la seconda bevanda più utilizzata a livello globale, dopo l’acqua, un utilizzo favorito in particolare dalle ormai note proprietà benefiche che può assicurare agli utilizzatori, a partire da quelle antiossidanti. Proprietà le quali hanno favorito la sua diffusione sempre più larga, iniziata nell’antichità. Basti pensare che le prime notizie sul tè verde risalgono a 5mila anni fa, mentre altre fonti fanno risalire la sua scoperta al 2.700 A.C., dandone il merito all’imperatore cinese Shen Hung. Dalla Cina al Giappone il passo è stato breve, anche se dovettero passare circa 1.500 prima che la bevanda arrivasse nella terra del Sol Levante. Se gli Arabi lo hanno scoperto nel corso del nono secolo, in Europa il tè è arrivato soltanto nel diciassettesimo, ad opera di mercanti i quali erano soliti trafficare tra il vecchio continente e l’Oriente. Da quel momento la sua penetrazione nel mondo occidentale è proseguita a pieno ritmo, con un successo sempre più evidente.
Anche in Italia il tè è sempre più gradito
Anche nel nostro Paese il tè è una consuetudine largamente diffusa da molto tempo. Le sue ormai note caratteristiche e la convivialità che riesce a favorire ne hanno consentito una penetrazione sempre più larga nel corso degli anni, in tutte le classi sociali. Che è stata poi ulteriormente incentivata dall’arrivo del bollitore elettrico e dal gradimento sempre più vasto riservato a questo dispositivo nel nostro Paese. Il suo appeal è stato favorito in particolare dal fatto che grazie ad esso è possibile preparare una o più tazze di tè in un arco di tempo estremamente ravvicinato, bypassando in tal modo una caratteristica indesiderata della vita di ogni giorno, ovvero la mancanza di tempo per operazioni che invece possono portarne via in dosi abbastanza rilevanti.
Come ben sanno però i cultori della bevanda, la preparazione di questo infuso non è un procedimento da portare avanti in maniera abbastanza casuale, ma presuppone la conoscenza di una serie di fattori in grado di concorrere in maniera molto rilevante alla sua qualità.
La temperatura è un fattore determinante
Tra di essi va ricordata anche la giusta temperatura, la quale va a variare da tipologia a tipologia di tè.
Nel caso di un tè nero, ad esempio, essa dovrebbe raggiungere circa i 90 °C, ovvero 5 in più di quelli necessari per un tè Oolong. La temperatura di ebollizione, ovvero i canonici 100° C, dovrebbe poi essere esclusivo appannaggio del Pu-erh, un tè nero tipico della Cina.
Ma come si fa a controllare la temperatura? Anche in questo caso ci può senz’altro venire in soccorso la tecnologia, che del resto si affina ogni giorno di più permettendo così l’aggiunta di preziose funzionalità al nostro bollitore. In questo caso ad ovviare alla situazione potrebbe essere l’utilizzo di un bollitore elettrico dotato di termostato, un modello che è ormai sempre più presente nei cataloghi delle case produttrici.
Se non si dispone di un termostato, si dovrebbe comunque ricordare che l’acqua calda contiene una maggiore quantità di ossigeno rispetto a quella che è invece presente nel liquido quando questo è arrivato alla temperatura di ebollizione. Si tratta di un fattore importante, che spiega l’importanza della giusta temperatura: proprio l’ossigeno, infatti, consente alle foglie di tè di srotolarsi con una maggiore facilità. Il logico risultato di questo processo è quindi la perfetta infusione, che invece verrebbe ad essere vanificata nel caso in cui l’acqua venisse versata nel momento in cui si trova ancora nella fase di ebollizione.