Il bollitore è un dispositivo sempre più popolare, anche in Italia. A incrementarne la diffusione è proprio l’organizzazione sempre più problematica della nostra vita di tutti i giorni, che comprime i tempi e rende necessario riuscire a ottimizzare ogni singola operazione. Per chi dunque la mattina deve sbrigarsi per poter recarsi presso il proprio posto di lavoro senza dover rinunciare magari al caffè o alla tazza di tè, il bollitore rappresenta la soluzione ideale, in quanto è in grado di portare ad ebollizione l’acqua in un arco di tempo estremamente ravvicinato.
Il bollitore per stufa, il fascino della tradizione
Il bollitore è stato inventato nel 1893 da una azienda britannica, la Crompton & Co., mettendo però in evidenza la notevole inefficienza derivante dal fatto che l’elemento riscaldante non poteva essere immerso nell’acqua.
Un problema che lo ha parzialmente frenato almeno sino al 1922, quando Leslie Large, un ingegnere inglese ebbe l’idea di rivestire il filo della resistenza con un tubo metallico il quale poteva di conseguenza essere immerso in acqua.
Dovettero passare tre decenni prima che un’altra ditta inglese, la Russell Hobbs, riuscisse a brevettare, nel 1955, il primo bollitore elettrico del tutto automatico, ovvero quello che è arrivato ai nostri giorni, munito di un termostato in grado di spegnere l’apparecchio una volta che l’acqua abbia iniziato a bollire. Aprendo in tal modo la strada ad una commercializzazione sempre più intensa di un oggetto con il quale molti designer hanno a loro volta deciso di misurarsi, facendone un vero e proprio oggetto di arredamento.
Lo strano caso degli Stati Uniti, ove il bollitore è ancora quello tradizionale
Se in tutta Europa è in vigore il bollitore elettrico, negli Stati Uniti non è così e il dispositivo utilizzato è ancora quello tradizionale. Perché questa discrepanza?
La domanda trova facile risposta nel fatto che gli States vantano un diverso sistema di tensione all’interno delle case. Se infatti i cittadini del Vecchio Continente hanno a disposizione una tensione di 220-240 volt, gli americani la attestano invece tra i 100 e i 127 volt. Va a questo punto specificato come un bollitore elettrico dotato di media potenza consumi tra 1,5 e 2 kW e riesca a mettere in mostra un funzionamento ottimale e rapido solo con più di 200 volt di tensione.
Ne consegue come negli USA i bollitori elettrici ove utilizzati risulterebbero non solo molto più lenti, ma andrebbero a impiegare circa il doppio di tempo al fine di andare a riscaldare lo stesso quantitativo d’acqua. In pratica non solo verrebbe ad essere impedito il classico vantaggio in termini di tempo che è la principale caratteristica del bollitore elettrico, quella che spinge molti consumatori che devono avere acqua calda in tempi brevissimi a rivolgersi al dispositivo, ma anche quello in termini di risparmio energetico. Più tempo e più energia: ecco perchè negli USA il bollitore elettrico non è in auge.
Per funzionare, peraltro, il bollitore classico necessita di una stufa su cui deve essere poggiato, in grado di attivare il processo di ebollizione. Come si può facilmente capire, quindi, il bollitore elettrico ha rappresentato un notevole passo in avanti rispetto al bollitore classico, che però continua ad avere un folto numero di amanti, non solo negli Stati Uniti, proprio per l’aggancio alla tradizione di cui si rende interprete.
Il bollitore da stufa, infatti, può vantare solitamente un aspetto vintage estremamente intrigante, con la colorazione smaltata e il manico in legno che si rivelano perfetti per aumentare il colpo d’occhio. Se naturalmente non può vantare l’efficienza del modello elettrico, ha dalla sua parte il calore e il fascino che si prova di fronte ad un oggetto che è in grado di provocare vera e propria fascinazione nell’osservatore anche più disincantato.