Come funziona il bollitore d’acqua

Bollire l’acqua per il caffè o il tè può rivelarsi una operazione frustrante in alcune occasioni, soprattutto quando ci si deve muovere in maniera molto rapida e sul filo dei minuti, con tempi quindi rigidamente contingentati. Una situazione tipica soprattutto della mattina, quando la famiglia si sveglia e deve iniziare la preparazione per una giornata spesso caotica. I piccoli ritardi accumulati dall’uno o dall’altro componente del nucleo rischiano così di far saltare il banco, ovvero far accumulare un ritardo che può infine rivelarsi esiziale, comportando così un ritardo del proprio arrivo sul punto ove si dovrà svolgere la propria attività.

La soluzione in grado di regalare minuti preziosi in tal senso è rappresentata dal bollitore elettrico, ovvero il piccolo elettrodomestico che consente di portare l’acqua necessaria a temperatura di ebollizione nel breve volgere di un minuto. Considerato come la stessa operazione con il tradizionale pentolino si accosti al quarto d’ora, si può facilmente capire perché il bollitore sia entrato nelle grazie di un numero sempre crescente di nostri connazionali.

Una lunga evoluzione

Va sottolineato come il bollitore non sia un portato della modernità, se solo si pensa come i primi modelli risalgano alla seconda metà dell’Ottocento. In questo lasso di tempo, però, l’avanzamento tecnologico gli ha permesso di aumentare in maniera esponenziale le proprie prestazioni. Basti pensare ai livelli tecnologici oggi disponibili sui modelli della fascia alta, ove si possono trovare funzionalità come il controllo da remoto tramite app, la possibilità di graduare le temperature e programmarle sulla base delle esigenze del momento, il dispositivo di spegnimento automatico al conseguimento della temperatura desiderata, quello che permette di mantenere per un certo tempo il calore raggiunto dall’acqua e molte altre.

Anche dal punto di vista del design i passi in avanti sono stati notevoli, tanto che ormai il bollitore è considerato un vero e proprio oggetto di arredamento, riuscendo in taluni casi a raggiungere livelli di ergonomia ed estetici ragguardevoli. Sino a sposarsi alla perfezione con l’ambiente in cui va ad operare, mixandosi alla perfezione con gli arredi esistenti.

Una lunga serie di prerogative che ha aumentato in maniera esponenziale il feeling tra il bollitore e i consumatori italiani, permettendo al dispositivo di conseguire importanti volumi di vendita sul mercato tricolore.

Come funziona il bollitore

La domanda che si fanno in parecchi, è proprio quella relativa al modo di funzionare del bollitore. Se infatti è ormai noto come sia un contenitore solitamente di metallo o plastica che viene utilizzato al fine di far bollire l’acqua che viene poi utilizzata per vari scopi come quello di preparare tè o tisane, per la pasta o per il risotto, non sono invece molti a conoscerne il modo di utilizzo.

Intanto va ricordato come il bollitore classico necessiti di una fonte di calore, ovvero di una stufa, su cui appoggiarlo in modo che attivi il processo di ebollizione. I bollitori elettrici, a loro volta, non ne hanno bisogno e per rispondere alla loro funzione devono essere semplicemente collegati alla presa della corrente elettrica.

Al suo interno il bollitore elettrico prevede la presenza di una resistenza la quale va a convertire l’energia elettrica in energia termica. Per azionare il meccanismo occorre spingere un pulsante, dopo di che il resistore elettrico porta l’acqua ad ebollizione e poi (nei dispositivi più evoluti) provvede a spegnersi automaticamente una volta che abbia raggiunto i 100°C o comunque la temperatura che è stata impostata (alcuni modelli sono infatti programmabili all’uopo) in modo da evitare così il danneggiamento dell’apparecchio.

Come procedere la prima volta

Il procedimento d’uso come si può capire è abbastanza facile, in quanto l’unica operazione che deve compiere l’utente è attaccare il bollitore ad una presa (ce ne sono comunque anche wireless) e spingere il pulsante di avviamento. La prima volta che il bollitore viene ad essere utilizzato, sarebbe però il caso di lavarlo con molta cura sotto un abbondante getto di acqua, senza usare il sapone e, soprattutto, cercando di prestare grande attenzione in modo da non bagnare l’attacco della presa. La presenza di liquido, trattandosi di un elettrodomestico, potrebbe infatti condurre ad un cortocircuito potenzialmente devastante per l’apparecchio. Una volta che il dispositivo sarà di nuovo del tutto asciutto, si potrà iniziare il procedimento che dovrà infine portare ad avere a propria disposizione l’acqua calda.
In particolare, il procedimento sarà il seguente:

  • Si dovrà riempire il bollitore elettrico alla massima capienza, soprattutto nel corso del primo utilizzo, in modo da poter verificare il corretto funzionamento dell’apparecchio.
  • Una volta esaurita la capacità, si dovrà collegare il bollitore alla presa elettrica e accenderlo al fine di attivare il processo di riscaldamento.
  • A questo punto non resta che attendere il tempo necessario per far riscaldare l’acqua al suo interno, solitamente intorno al minuto circa.
  • Infine occorre spegnere il bollitore. A questo proposito va ricordato come gli ultimi modelli introdotti in commercio siano dotati di spegnimento automatico non appena viene raggiunta la temperatura massima desiderata.

I fattori da privilegiare in fase di scelta del bollitore

Come si sarà facilmente compreso, se il bollitore è l’elettrodomestico che ha come funzione primaria quella di scaldare acqua in poco tempo, va anche sottolineato come sugli scaffali dei negozi se ne possano trovare di vario tipo.
I fattori da privilegiare, quando si decide di adottarne uno nella propria abitazione, sono i seguenti:

  1. la capacità, ovvero la quantità di acqua calda che possono scaldare in una sessione di lavoro, che può andare da mezzo a più litri;
  2. il livello tecnologico, ovvero la presenza di una serie di funzioni più o meno complesse che possono aumentare a dismisura la sua capacità prestazionale;
  3. i materiali di costruzione, solitamente plastica, leghe metalliche o vetro pyrex. Se la prima è in grado di alleggerire il peso complessivo del dispositivo, favorendone l’utilizzo anche in viaggio o in campeggio, le leghe metalliche ne aumentano notevolmente la robustezza e, di conseguenze, la durata in efficienza;
  4. il design, che deve proporre massicce dosi di ergonomia e risultare piacevole alla vista, consentendo in particolare al bollitore di adattarsi allo stile della cucina in cui sarà chiamato ad operare.

Sono laureato in Lettere e filosofia, con una tesi sul confine orientale italiano alla fine della Prima Guerra Mondiale. Scrivo da anni sulle più svariate tematiche, dall’economia allo sport, passando per le criptovalute, le energie rinnovabili e molto altro.

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